il Miglior Browser al MONDO!

Postati in 1726703 su 11 agosto 2009 da vargascomputer

browser

Ecco a voi l’ elenco dei migliori browser internet. Questa classifica e stata fatta seguendo 4 indici:

  • Velocità di avviamento, cioè il tempo che ci mette ad aprirsi sui diversi sistemi operativi(Mac,Windows, Linux) e con lo stesso processore (Intel core 2 duo 2.97 Ghz)
  • Grafica, cioè una valutazione oggettiva delle icone di come sono disposte, se è di facile comprensione  il funzionamento, è l’impressione generale.
  • Accessibilità, cioè se è disponibile una versione per i diversi sistemi operativi.
  • Acid3 test, test che valuta sicurezza, velocità di caricamento pagine,  la compatibilità con i plugin(Flash Plalyer,Silverlight).

broeser11Safari ,a pari merito con Firefox , è il miglior browser al mondo. Ecco i voti e i comenti

  • velocità caricamento: Windows 3.4”, Mac 1.7”, voto:9.7
  • Grafica: semplice, intuitiva e stilisticamente perfetta, ma  senza colore,voto: 9.5
  • Accessibilità: Mac, Windows, voto:6,0
  • Acid3 test: 100%,voto:10.0

media : 8.82

broeser12Firefox 3 :

  • velocità caricamento: Windows 4.7”, Mac 2.9”, Linux 3.5” voto:8.3
  • Grafica: semplice, intuitiva , stilisticamente perfetta e colorata, voto: 9.8
  • Accessibilità: Mac, Windows,Linux voto:10.0
  • Acid3 test: 72% il voto basso è perché Firefox per essere il più sicuro prima di aprire un pagina la controlla quindi ci mette poco di più rispetto gli standard richiesti,voto:7.2

media : 8.82

broeser2Chorome

  • velocità caricamento: Windows 2.5”, Mac 2.1”, voto:9.8
  • Grafica: semplicissima, intuitivissima , stilisticamente perfetta e colorata ma monocromatica, voto: 9.7
  • Accessibilità: Mac, Windows voto:6.0
  • Acid3 test: 99%,ma siccome  non è compatibile a Silverlinght voto:9.2

media : 8.67

browser3Opera 9.6

  • velocità caricamento: Windows 3.0”, Mac 2.4”,Linux 3.9” voto:8.6
  • Grafica: semplice, intuitivissima ,  e colorata ,ma senza la barra dei preferiti, voto: 7.5
  • Accessibilità: Mac, Windows,Linux voto:10
  • Acid3 test: 85%,voto:8.5

media : 8.65

browser4

Netscape  9

  • velocità caricamento: Windows 3.3”, Mac 2.9”,Linux 2.7” voto:8.3
  • Grafica: semplice, intuitivissima ,  e colorata ,ma con colori troppo contrastanti (grigio e verde acqua), voto: 7
  • Accessibilità: Mac, Windows,Linux voto:10
  • Acid3 test: 53%,voto:5.3

media : 7.65

browser5

Internet Explorer 8

  • velocità caricamento: Windows 5.1”, voto:5.5
  • Grafica: non molto semplice, non molto intuitiva , le icone essenziali (home,indietro,ecc) sono disposte a destra mentre tutti i browser c’è l’hanno a sinistra quindi per chi è abituato ad un altro browser all’inzio si sente spaesato, voto: 4.5
  • Accessibilità:  Windows, voto:3.0
  • Acid3 test: 20%,voto:2.0

media : 3.75


Windows 7 sul mio Eee Pc 1008HA Seashell

Postati in 1726703 su 11 agosto 2009 da vargascomputer

immagineb

E’ arrivata openmamba 1.1

Postati in 1726703 su 11 agosto 2009 da vargascomputer

Dopo alcuni mesi di affinamenti è uscita la versione 1.1 di openmamba GNU/Linux. Ecco l’annuncio ufficiale:

E’ disponibile per il download la versione 1.1 di openmamba
milestone1.

Si tratta di una versione di mantenimento della versione 1.0 con
supporto per piattaforme hardware più recenti e correzioni per
migliorare l’usabilità e la stabilità del sistema.

Questa versione include:

- tutti gli aggiornamenti software resi disponibili successivamente
ad openmamba 1.0

- kernel 2.6.28.10 con backport dei driver wireless e audio per un
supporto dei dispositivi più recenti

- wicd network manager per un accesso più semplice alle reti
wireless

- server Xorg 1.4 e driver video aggiornati

- nuovo media installdvd per effettuare l’installazione completa del
sistema rapidamente e senza accedere alla rete

- nuovo media bootusb per l’avvio e l’installazione del sistema da un
dispositivo storage USB

- possibilità di aggiornamento da openmamba milestone1 1.0 senza
reinstallazione

openmamba milestone1 1.1 è disponibile per il download libero e
gratuito in lingua inglese ed italiana.

Nelle prossime settimane sarà resa disponibile la prima versione
pre-release di openmamba milestone2, cui è stata dedicata grossa
parte del lavoro di sviluppo degli ultimi mesi e che contiene
importanti novità. Questa versione può già essere scaricata ed
installata usando la snapshot settimanale.

Per provarla visitite il sito www.openmamba.org

Vi ricordo che openmamba è una distribuzione sviluppata in Italia e che non è basata su nessuna altra distribuzione. Oltre al supporto della comunità attraverso forum, wiki e mailing list la distribuzione dispone di un servizio di assistenza professionale garantito da Mambasoft, una software house torinese gestita dallo sviluppatore di openmamba; Mambasoft, oltre allo sviluppo di software dedidcato e all’offerta di servizi web, fornisce infatti piani di assistenza e supporto a pagamento per openmamba rivolti ad aziende e privati a partire da cifre molto basse: 29€ per 2 mesi di supporto. E’ inoltre disponibile uno shop online dove è possibile acquistare computer, sia fissi che portatili, con openmamba preinstallato, periferiche testate e supporti di installazione. A differenza di altri negozi che vendono PC con Linux a bordo, qui i PC vengono testati per far funzionare tutte le periferiche disponibili prima della consegna al cliente e le eventuali modifiche necessarie al loro funzionamento vengono introdotte nella distribuzione in modo tale che le macchine funzionino direttamente all’installazione.

Carte di credito: truffe come se piovesse

Postati in 1726703 su 11 agosto 2009 da vargascomputer

media_137655

Diciamo che questo tipo di cose qualcuno le sosteneva qualche anno fa. Oggi le truffe sul web ai danni dei possessori di carte di credito dilagano. Leggere per credere:

«La mia roba è la migliore in circolazione », scrive Devildumper. «Non ti fidi, amico? Allora prova questa carta. Te la do gratis. Vai su eBay e compra qualcosa. Ti accorgerai che non vendo robaccia ». Subito dopo sul nostro monitor appaiono tutti i numeri di una Visa Gold: le 16 cifre stampate sulla carta di credito, la data di scadenza, il codice di sicurezza. E poi il nome e l’indirizzo del titolare, un certo David Thigpen di Charlotte in North Carolina. Quanto basta per fare acquisti online con identità fasulla, a spese dell’ignaro titolare. Facciamo una verifica ed effettivamente la carta è attiva e funzionante. «Ho 50 mila pezzi a disposizione – scrive ancora Devildumper – Visa, Mastercard, American Express. Tutto quello che vuoi. 6 dollari a pezzo. A voi europei vendo le carte americane. Con la mia roba diventi ricco, amico». Quando gli chiediamo da dove arriva la sua merce, la conversazione su Icq si interrompe. Devildumper è offline. Nel mercato nero delle carte di credito ci sono delle regole da seguire. Non si fanno domande, si parla esclusivamente di affari, si paga in dollari, si resta anonimi e si comunica solo via computer in inglese. Il web è infestato da migliaia di spacciatori virtuali come Devildumper. Sono hacker, fenomeni del computer esperti nella violazione dei database e nella clonazione dei supporti magnetici. Rubano numeri di carte di credito, codici di bancomat, pin, chiavi d’accesso a conti bancari, identità digitali. Ma non li usano. I soldi veri li fanno rivendendo sulla rete ciò che rubano dalla rete. Gli investigatori di mezzo mondo li inseguono sul web, ma è una battaglia impari perché su internet i trafficanti di carte sanno diventare invisibili, si mimetizzano. E quando colpiscono, fanno male. Nel 2008 sono stati rubati in tutto il mondo 285 milioni di dati personali elettronici (fonte: Verizon Business). Un bottino enorme, gli abitanti di Giappone e Russia messi insieme, per capirci. La parola d’ordine con cui siamo entrati nel mercato nero dei dati bancari è dump. In gergo hacker significa “codice copiato”. Basta scrivere dumps seller, venditore di codici, in un qualsiasi motore di ricerca per trovare migliaia di annunci. Così abbiamo trovato Fonky1977. Con questo pseudonimo si intrufola nelle chat, lascia messaggi nei forum e nei siti di annunci immobiliari. Lo agganciamo su Icq, il programma per chattare che garantisce l’anonimato perché si è identificati solo attraverso un numero. Niente e-mail o recapiti telefonici. Fonky1977 è finlandese, ha 32 anni. Ha un listino prezzi dettagliatissimo.
«Il costo dipende dalla provenienza e dal limite massimo di utilizzo – ci spiega – una Mastercard Classic americana o canadese la vendo a 3 dollari. Le più care sono le italiane perché meno diffuse sul mercato: 15 dollari per una Classic, 25 per una Visa Gold, 35 per una Visa Platinum». Fonky1977 non spaccia solo numeri di carte. Vende anche i dati delle bande magnetiche e può fare perfette riproduzioni su supporti in plastica, chip compreso.
«Questo però ti costerà molto di più – scrive – 100 dollari per una Classic, 300 per una Gold. Ma la mia è roba buona, first hand stuff. Ci puoi fare shopping nei negozi in massima tranquillità. Sulla carta stampo il nome del vero titolare, quindi se ti chiedono un documento di identità procuratene uno falso. Ma stai tranquillo, sono pochi i negozi che lo fanno». Milioni e milioni di codici e numeri smerciati come caramelle sul web. E le truffe dilagano. In Italia solo sul circuito Cartasì, che occupa un quarto del mercato con i suoi 7 milioni di clienti, ci sono stati più di 290 mila tentativi di transazione illecita nel 2008. L’utilizzo fraudolento di carte bancarie, stima la polizia postale, è aumentato del 30 per cento nel 2009. Significa acquisti e prelievi abusivi per milioni e milioni di euro. All’estero non va meglio. Alla Gran Bretagna le frodi con carte costano 610 milioni di sterline all’anno. E negli Stati Uniti i sondaggi dicono che la clonazione dell’amata tessera di plastica fa più paura di un attacco terroristico.
«Molti sedicenti spacciatori sono in realtà millantatori – spiega Antonio Apruzzese, direttore del servizio della polizia postale del Dipartimento di pubblica sicurezza – vendono numeri a caso al pollo di turno e poi spariscono. Nell’ambiente li chiamano rippers, squartatori. Purtroppo però ci sono anche i “veri”, i trafficanti che hanno a disposizione codici autentici. Li rivendono quasi tutti alla grossa criminalità organizzata, che poi li diffonde sul territorio nei paesi più ricchi. Tra i loro clienti ci sono anche cittadini incensurati che vogliono fare i furbi. Gli hacker più organizzati al momento si trovano in Russia, in Romania e nel Sud-Est asiatico». E russo è JohnLeaphead, che ha addirittura un sito registrato a Mosca. È metodico. Accetta ordini solo se superiori ai 500 dollari. Pretende il pagamento anticipato su un conto della Liberty Reserve, una società di money transfer con sede in Costa Rica. Fa sconti del 20 per cento ai clienti fedeli. Sostiene di avere accesso a un database di 3 milioni di dati e di poter rimediare in poche ore un migliaio di Visa Platinum a 40 dollari a pezzo. Si comporta come un grossista, i prezzi della sua merce variano a seconda della disponibilità. «Quelli come lui sono i più pericolosi – dice Apruzzese – perché riescono davvero a penetrare nei database delle multinazionali, degli hotel e grossi centri commerciali. A volte non serve nemmeno essere dei fenomeni del computer. Basta avere dei complici nei posti giusti, ad esempio dietro lo sportello di una banca. La clonazione vera e propria, invece, è più laboriosa, bisogna manomettere le apparecchiature di pagamento per copiare le informazioni della banda magnetica. Per questo sul mercato nero le carte clonate costano di più».
Dumper66 lo troviamo mentre cerca clienti in un forum di discussione sull’arte italiana rinascimentale. Ha lasciato un messaggio. «Vendo logins freschissimi». Come se si trattasse di zucchine al mercato. In realtà sono le chiavi di accesso ai conti correnti online. Offre logins di conti aperti in decine di banche italiane. «Io vivo in Ghana – ci racconta durante l’unica, brevissima, conversazione su Skype che riusciamo a strappargli – i prezzi li fisso con la regola dei tre zeri. L’accesso a un conto con 40 mila dollari di liquidità disponibile, costa 40 dollari. Un conto da 20 mila, 20 dollari. Come faccio ad avere le password? Infetto i pc dei clienti delle banche con virus e trojan horse. Puoi spostare denaro a tuo vantaggio facendo bonifici.
Se sei sveglio, non ti beccano». Sembra facile. Troppo facile. «Invece non sempre la frode si concretizza – racconta Apruzzese – esistono sistemi di autenticazione basati su password temporanee monouso per l’accesso al conto online, che proteggono dagli utilizzi fraudolenti. Procedure simili si stanno lentamente diffondendo anche nel commercio elettronico.
Le banche poi si allertano davanti a movimenti sospetti di denaro verso un conto estero, e talvolta riescono a bloccare il furto prima che avvenga. Nonostante ciò i casi aumentano lo stesso e il danno economico grava sulle banche e sugli istituti di emissione delle carte che devono rimborsare i truffati». A volte qualche pesce grosso fa un passo falso. Come Max Butler, un hacker trentaseienne di San Francisco. Voleva diventare il Pablo Escobar del web e controllare tutto il mercato. È stato venduto alla polizia dagli altri spacciatori che non condividevano il suo progetto. Ora rischia 60 anni di prigione per aver rubato più di 2 milioni di carte di credito e causato un danno di 86 milioni di dollari in acquisti abusivi. «Stanarli è un’impresa – ammette Apruzzese – perché si appoggiano su server in Estremo oriente, infettano intere reti di computer che poi usano all’insaputa dei proprietari depistando la polizia. L’unica contromossa efficace è aumentare il livello di protezione di tutti i database».

Sondaggio

Postati in 1726703 su 4 aprile 2009 da vargascomputer

Quando e stato lanciato ufficialmente youtube
(polls)

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.